Recioto della Valpolicella

Da quest’anno il Recioto della Valpolicella è DOCG.
Una produzione di nicchia che piace ai consumatori e dà soddisfazione ai produttori.


Con la vendemmia 2010 il Recioto della Valpolicella diventa DOCG. La prima annata che si può fregiare della denominazione di origine controllata e garantita fa il suo debutto sul mercato.

“È stato un traguardo importante – sottolinea Emilio Pedron, Presiedente del Consorzio -, un risultato che gratifica pensando a quanto è stato fatto per raggiungerlo. Ci sono voluti ben quindici anni e una trasformazione radicale del disciplinare di produzione”.

Riduzione dei quantitativi delle uve messe a riposo dal 70% al 65% (ulteriormente diminuibile su input del Consorzio), restringimento delle superfici vitate, recupero dei vitigni autoctoni e calmieramento degli imbottigliamenti fuori zona di produzione sono solo alcune delle novità introdotte nel disciplinare per arrivare alla Docg e preservare l’eccellenza di questo vino.

Seppure poco conosciuto al di fuori dei confini locali, il Recioto rappresenta il vino per eccellenza della Valpolicella. La sua storia è antica, vecchia di 2000 anni, quando il vino era quello dolce. Poi, da un errore fortunato è nato l’Amarone, ormai universalmente conosciuto e apprezzato come uno dei prodotti più prestigiosi dell’Italia enologica.

“Il Recioto è un prodotto affettivo perché racconta il suo territorio e la sua storia – prosegue Emilio Pedron – erroneamente considerato un figlio minore dell’Amarone, che in qualche modo ne ha offuscato la valenza e la particolarità. Invece, se correttamente valorizzate, le sue caratteristiche potrebbero regalare qualche apprezzamento maggiore anche sui mercati esteri”.

Apparentemente, infatti, l’affermazione dell’Amarone tra i consumatori e il trend della sua produzione sembrano aver diminuito la passione dei produttori della Valpolicella per il Recioto.

In realtà, dati alla mano, il Recioto mantiene le sue posizioni in termini produttivi e la remunerazione per le cantine continua a dare soddisfazioni.

Infatti, la vendemmia 2010, come le quattro precedenti, ha visto una stabilità verso l’alto dei prezzi delle uve ed un incremento dell’imbottigliato di circa un terzo rispetto al 2009.

“La nostra è una denominazione di rossi articolata e, per così dire, completa – conclude il presidente Pedron –. Abbiamo un prodotto giovane e fresco come il Valpolicella, un vino più impegnativo ed eclettico come il Ripasso, un grande rosso come l’Amarone ed il Recioto, che è uno dei pochi rossi passiti italiani. Lo sforzo per il Consorzio sarà quello di valorizzare le diverse particolarità di questi vini”.